PUBBLICAZIONI | Stazione Kelvin

Stazione Kelvin

Giovanni Steller è un ufficiale di mezza età, che all’inizio di un anno imprecisato viene trasferito in una remota stazione spaziale adibita all’estrazione di minerali, per assumere le funzioni di vicecomandante. L’incarico (“non esattamente una promozione”, ammette il protagonista) sembra preludere a un tranquillo finale di carriera, ma sin dal suo arrivo Steller verrà catturato in una fitta sequenza di fatti inspiegabili e di pericoli sconosciuti. Poco a poco la situazione precipiterà verso l’inevitabile punto di crisi, costringendo lui e gli altri quattro membri dell’equipaggio a fronteggiare una minaccia che non riescono a comprendere: un’epidemia? Una cospirazione? Un esperimento segreto? Nonostante la classica ambientazione da space opera, Stazione Kelvin non è un racconto di fantascienza nel senso più ovvio del termine; è anzitutto un viaggio nella solitudine, nella fatica, e nella disperata ricerca di dare un senso alle cose. Un senso che però continua a sfuggire e a dare scacco.


“Quasi incredulo, e stremato dalla fatica, ho aggiunto quest'ultimo fatto alla catena di stranezze che si è aperta il giorno del mio arrivo a Kelvin. Anche in questo caso non ho saputo trovare un minimo costrutto, nemmeno stabilire un ordine puramente teorico di possibilità. Nulla. Quanto ci sta accadendo sembra una specie di scherzo giocato a una remota, inconcepibile distanza da noi. Un teatro montato per qualche ragione oscura in una cabina d'acciaio sperduta nel silenzio e nel vuoto.
(…) La tempesta mi dà qualche ora di tempo, e la mia fiducia nella possibilità di ricevere ordini sensati, un aiuto o anche solamente buoni consigli è quasi del tutto svanita”.

(Dal Diario di Giovanni Steller, Primo Ufficiale)