PUBBLICAZIONI | E L'ULTIMO AD ANDARSENE SPENSE LA LUCE

E l'ultimo ad andarsene spense la luce

Siamo agli inizi degli anni Ottanta e il Bronx continua a essere afflitto da un grave degrado edilizio che si traduce nella progressiva demolizione di un vasto numero di abitazioni. Al fenomeno del degrado edilizio, come spesso accade, si accompagna un incremento della criminalità, dominata da gangs di giovani dediti allo spaccio della droga. Seguendo una sorta di rituale diventato ormai ricorrente nel Bronx, un ordine di sfratto viene inviato dalle autorità cittadine agli abitanti di un vecchio edificio pericolante che sorge sulla Laconia Avenue. L’improvviso arrivo di quel foglio è destinato a creare un clima d’angoscia tra i destinatari del provvedimento, che poi continua ad aleggiare per tutta la durata del racconto. Fin dalle prime pagine, al lettore viene data l’opportunità d’incontrare gli individui che abitano ai vari piani dell’edificio, resi ancor più appariscenti dalla loro diversità etnica. Si tratta, in buona parte, d’immigrati che vivono in condizioni di indigenza e che improvvisamente si trovano di fronte al dramma di finire sul lastrico.
Ciascuno di loro interpreta l’ingiunzione a modo proprio. Alcuni vedono nel provvedimento un espediente delle autorità per sbarazzarsi di elementi reputati socialmente indesiderabili, con lo scopo di ristabilire l’ordine nel Bronx, mentre altri, spinti da motivi religiosi, considerano la condanna dell’edificio alla stregua di un intervento divino diretto a punire coloro che, ai loro occhi, conducevano una vita non troppo virtuosa.
Le vicende del racconto non mancano di sovrapporsi ad avvenimenti dell’epoca, offrendo al lettore un impressionante senso di realtà. Più volte, nel corso del racconto, affiora l’immagine sconcertante della Santeria. Data la presenza di una larga comunità d’immigranti provenienti dai Caraibi, non c’è da meravigliarsi che nel Bronx fiorisca questo strano connubio tra la religione cattolica e quella Yoruba, creato a suo tempo dagli schiavi africani costretti a lavorare nelle isole. Con l’approssimarsi della data dello sfratto, colti da un comprensibile senso di smarrimento, anche quegli inquilini che non credono nella Santeria decidono di affidarsi alle sue pratiche magiche nella speranza di cambiare il corso degli eventi. Alla fine, seguendo quella che appare più una condanna del destino che un ordine delle autorità, tutti abbandonano il vecchio edificio sulla Laconia Avenue. Ci sono alcuni inquilini che se ne vanno accettando con rassegnazione le conseguenze dello sfratto, ma ce ne sono pure altri che lasciano l’edificio in circostanze misteriose, che contribuiscono a stimolare l’immaginazione del lettore del racconto. L’ultimo ad andarsene è il janitor, l’uomo addetto alle piccole riparazioni del fabbricato. Una volta sulla strada, l’uomo si ferma, posa la valigia per terra e – come dice il titolo del libro – torna indietro a spegnere le luci esterne dell’edificio ancora rimaste accese.